6 anni fa ci lasciava il “Gigante del Polesine”, uno dei pilastri azzurri della generazione di fenomeni che ha incantato il mondo della pallavolo negli anni ’90. Il ricordo del campione veneto nel nostro articolo.

Vigor Bovolenta: una morte che ancora lascia senza parole a 6 anni di distanza

Vigor Bovolenta (foto Wikipedia)

QUANTO CI MANCHI, VIGOR…

Sono passati esattamente 6 anni da quel maledetto 24 marzo 2012. Un giorno da dimenticare per la pallavolo italiana.

Un incubo che si materializza a Macerata quando Vigor Bovolenta, centrale 37enne in forza al Volley Forlì, si accascia a terra dopo una battuta in occasione di una partita del campionato di serie B2.

Il giocatore viene subito soccorso e trasportato in ospedale, ma due ore dopo il malore il suo cuore smette inesorabilmente di battere.

È grande il vuoto che “Il gigante del Polesine” lascia al volley italiano. 13 anni di carriera in nazionale, durante i quali alza al cielo 7 trofei (4 World League, 2 Europei e una Coppa del Mondo) e l’argento olimpico di Atlanta 1996.

Vigor era uno dei protagonisti di quella generazione di fenomeni guidata da Julio Velasco che avrebbe portato la pallavolo nazionale sul tetto del mondo.

Tanti successi con la casacca azzurra ai quali se ne aggiungono altrettanti con una carriera di club che lo vede protagonista soprattutto a Ravenna. 2 campionati italiani, una Coppa Italia, 3 Champions League, 2 Coppa Cev, 2 Supercoppe Europee, un Mondiale per Club e una Top Teams Cup.

12 titoli di cui 10 conquistati proprio con la formazione romagnola, di cui è stato una delle colonne portanti tra il ’90 e il ’97.

Una Romagna che gli è rimasta nel cuore e nella quale è tornato a giocare sul finire della carriera.

Nonostante gli fosse stata diagnosticata una extrasistole alcuni anni prima, è stato poi accertato che il fatale malore che lo ha colto a Macerata non fosse collegato a tale patologia.

Una sciagurata fatalità destinata a lasciare un vuoto incolmabile nei ricordi di tutti gli amanti della pallavolo e dello sport italiano.

IL MARZO NERO DELLO SPORT ITALIANO

Il sesto anniversario della morte di Vigor Bovolenta si va ad aggiungere a quello che è stato un marzo nero per lo sport italiano.

Tutto è iniziato 20 giorni fa con la scomparsa del calciatore Davide Astori, capitano della Fiorentina, a soli 31 anni. Un addio improvviso a un atleta, morto nella sua camera d’albergo di Udine alla vigilia di una partita di campionato, da sempre controllato e che mai ha avuto problemi di salute in carriera.

La stessa triste sorte è capitata anche al giovanissimo pallanuotista napoletano Mario Riccio, 17 anni, colto da un improvviso malore mentre era in acqua ad allenarsi lo scorso 8 marzo.

Un mese assolutamente da dimenticare per tutto il nostro sport.