A seguito dello sciagurato inizio di campionato della sua Diatec Trentino (2 vittorie su 6 partite), il presidente Diego Mosna ha avuto l’altrettanto sciagurata idea di criticare la Nazionale.

Noi siamo la squadra che paga il maggior prezzo per una stagione interminabile, con i nostri tre Azzurri costretti a lavorare ininterrottamente per un anno. Quest’estate hanno giocato in Nazionale da maggio a ottobre

I problemi di Trento non si limitano certo a questo. In fondo si tratta di una squadra che, rispetto allo scorso anno, ha cambiato 9 dei suoi 13 componenti; è comprensibile che stenti a trovare intesa.

Ma le sue dichiarazioni sono l’occasione per discutere di un problema reale: troppa Nazionale è un problema. Sia per gli atleti, impegnati a oltranza, sia per il pubblico, che rischio di fare indigestione.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che a tutti noi piace tifare per i nostri Azzurri e Azzurre. Ma l’attuale organizzazione degli eventi internazionali non ci facilita certo le cose.

Persino un pallavolista duro e puro fatica a capire la differenza tra Mondiale e World League, tra Grand Prix e Grand Champions Cup.

Quando poi si tratta di presentare questi eventi al “grande pubblico”, che non mastica pallavolo a colazione, il risultato è disastroso.

Ma perché stanno giocando? Perché in campo non ci sono i titolari? Dove sono Zaytsev e Juantorena?

Mostrare in diretta televisiva, come è accaduto quest’estate, partite contro le riserve della Francia in palazzetti semivuoti può avere un effetto controproducente sul nostro movimento. A prescindere da quanto divertenti e appassionanti siano i match.

Prendiamo l’esempio del calcio (e cogliamo l’occasione di porgere le nostre condoglianze alla Nazionale). Gli eventi sono: Mondiali ogni quattro anni ed Europei ogni quattro anni, con relative partite di qualificazione. Fine.

Molti facile da far capire al pubblico. Si crea grande attesa e, quando finalmente si aprono il sipario, l’attenzione è alle stelle.

La pallavolo maschile invece ha: Mondiali ogni quattro anni, Europei ogni due, World League ogni anno, Grand Champions Cup ogni quattro e, ovviamente, le Olimpiadi. Senza contare tutti gli eventi di qualificazione.

Se si vuole generare attenzione e riempire davvero i palazzetti, potrebbe essere il caso di rivedere questo sistema secondo la buona vecchia tradizione popolare de “Il troppo stroppia”.

Volley Azzurri

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