Tutto è cominciato nel 2013 a Plan de Corones quando, per la prima volta, coppie di pallavolisti si sfidarono non sul parquet, non sulla sabbia, ma sulla neve.

Due anni dopo ecco che la disciplina fece il suo ritorno in grande stile a Prato Nevoso, sulle Alpi Marittime, ai piedi del monte Mondolé, grazie all’iniziativa di un gruppo di amici che hanno poi fondato Snow Volley Italia.

Lo sport si chiama Snow Volley e le sue radici sono molto antiche. Da sempre è stato praticato con spirito amatoriale, folkloristico, in nazioni con inverni particolarmente tosti; tipo la Russia, dove nel periodo natalizio i giocatori si ritrovavano nei parchi per i festeggiamenti, improvvisando goliardiche partite.

Da Prato Nevoso 2015 a oggi il movimento italiano ha fatto passi da gigante, conquistando l’attenzione non solo degli amatori in cerca di festa, ma anche dei professionisti.

Nella località piemontese, è stata anche raggiunta la quota record di 400 partecipanti suddivisi in ben 170 squadre impegnate su 20 diversi campi.

L’Acqua San Bernardo Snow Volley è diventato un Tour di quattro tappe nel 2017, che arriverà a ospitarne otto in questa stagione 2019 e si concluderà, come da tradizione, con il Grand Finale di Prato Nevoso a fine marzo. Due tappe saranno ufficialmente riconosciuto dal circuito europeo Cev.

La forza risiede anche nello scenario in cui i tornei vengono disputati. I campi di gioco sono allestiti in località rinomate e di forte passaggio. Quest’anno il tour tocca ad esempio Sestriere, Roccaraso, Alta Badia e Moena (con la Snow Volley Marathon, versione invernale della Beach Volley Marathon di Bibione).

Il sogno più ambizioso, di lungo termine, è quello di veder la pallavolo sulla neve arrivare alle Olimpiadi invernali. «Lo Snow Volley è nato come “sport estremo” – spiega Matteo Carlon, il fondatore di Snow Volley Italia, nato a Genova e cresciuto ad Acqui Terme – che si gioca in qualsiasi condizione meteorologica ed è sempre circondato da un’atmosfera di festa. Ma vogliamo anche confrontarci con le istituzioni, sottolineando la nostra intenzione di far riconoscere questa disciplina. Con il progetto di ospitare le Olimpiadi invernali a Milano e Cortina nel 2026, il sogno potrebbe persino avversarsi in casa nostra».

Il punto di svolta potrebbe già arrivare nell’imminente edizione dei Campionati Europei organizzati dalla Cev; in particolare nella tappa di Mosca, dove sarà introdotto un importante cambiamento con il passaggio al 3 contro 3 come categoria di gioco definitiva. Si punta a differenziare così ulteriormente la disciplina sia dal Beach Volley che dalla pallavolo indoor, creando un sport a sé stante con un regolamento dedicato.

Chissà cosa riserverà il futuro. Nel dubbio, noi di Problemi di Volley a Prato Nevoso il prossimo anno ci saremo.

Uno scatto dell’edizione 2017 di Prato Nevoso