Venti trofei conquistati in 14 stagioni e un dominio quasi totale in Italia e non solo. Questa era la Pallavolo Parma.

DA SANTAL A MAXICONO: UNA CAVALCATA INDIMENTICABILE

Un fallimento non può cancellare un passato glorioso.

Lo abbiamo detto per la Pallavolo Matera, che in ambito femminile ha dominato la scena nazionale e internazionale nella prima metà degli anni ’90.

Oltre alle giocate di Phepps, Mangifesta e Marasi, gli appassionati di volley in quel periodo hanno potuto ammirare un’altra corazzata che avrebbe poi patito, due anni dopo le lucane, la stessa onta della cancellazione dalla scena pallavolistica.

Stiamo parlando della Pallavolo Parma, una formazione capace di sollevare ben 20 trofei tra il 1982 e il 1995, equamente suddivisi tra competizioni nazionali e internazionali.

Una storia ancor più longeva e vincente rispetto a quella delle colleghe materane, che diede un contributo fondamentale anche alla nascita della generazione dei fenomeni con campioni come Giani, Zorzi, Bracci, Galli e Gravina. I primi tre erano tutti tesserati per la società ducale quando nel 1990 l’Italia saliva sul tetto del mondo per la prima volta nella sua storia, grazie al successo nella finale iridata su Cuba a Rio de Janeiro.

L’Italia campione del mondo nel 1990 (Fonte: machenesanno.it)

Ma andiamo con ordine.

Dopo i lontanissimi campionati conquistati nel 1950, 1951 e nel 1969, i parmensi sponsorizzati Santal aprirono il loro ciclo vincente nella stagione 81-82. La bacheca emiliana si arricchì subito dello Scudetto e della Coppa Italia, proprio nell’anno in cui il nostro paese avrebbe festeggiato un altro Mondiale, questa volta di calcio.

Dopo una nuova accoppiata Campionato – Coppa portata a casa la stagione seguente, Parma festeggiò anche due edizioni consecutive della Champions League nell’84 e nell’85, lasciandosi alle spalle in entrambe le edizioni i croati (allora jugoslavi) dell’Haok Mladost.

Gli anni ’80 si chiusero ancora con due successi in Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e un Mondiale per Club, oltre che con il passaggio di sponsorizzazione da Santal a Maxicono.

Nonostante il dominio fuori dai confini nazionali, il campionato italiano divenne di fatto una maledizione, con quattro secondi posti registrati tra l’84 e l’89 e una Panini Modena che sembrava insuperabile.

Nel 1990, la svolta. La compagine guidata da Gian Paolo Montali, nell’anno delle “notti magiche” di Totò Schillaci e Roberto Baggio, conquistò Scudetto, Coppa Italia, Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea, oltre che lo stesso Mondiale per Club alzato al cielo a fine ’89 ma che rientrava ufficialmente nella stagione 89-90.

Quello del grande slam fu l‘anno più glorioso per la storia di una società che di lì a tre stagioni avrebbe completato il proprio palmarès con ancora due Scudetti, una Coppa Italia, e due Coppe Cev.

E fu proprio la Coppa Cev del ’95 l’ultimo trofeo festeggiato al PalaRaschi.

Da lì, con l’abbandono dello sponsor Maxicono, iniziò il declino. Prima la cessione del titolo sportivo a Roma Volley nel 1996, poi un ritorno in A1 sotto l’egida di Cariparma nel 1998 e il definitivo addio all’attività agonistica nel 2002.

Non sarà però un fallimento a cancellare la gloriosa storia di una corazzata che ha scritto indelebili pagine di volley, proprio negli anni in cui gli azzurri si affermarono come potenza mondiale indiscussa di questo sport.

Per i più nostalgici, invitiamo a guardare per intero questo speciale sullo scudetto ’91-’92 realizzato da TelePiù.