«Non mi sono mai piaciuti i saluti, gli arrivederci… tantomeno gli addii. Ma è giunto il momento di scrivere qualcosa per me, per la pallavolo, per chi ama questo sport e mi ha sempre seguita. Quest’anno l’ho vissuto in modo “diverso”, come non mi capitava da più di 25 anni, senza una squadra, senza le compagne con cui condividere ogni allenamento e ogni giornata, senza il campionato e l’adrenalina di ogni singola partita.


Al termine della scorsa stagione ero abbastanza sicura di voler giocare un altro anno, per rifarmi della stagione non proprio all’altezza delle mie aspettative e perché io, senza Volley, non mi ci vedevo proprio. Non è stato un mercato molto favorevole e ad inizio stagione mi sono ritrovata a casa, ad attendere una chiamata con la riapertura del mercato. Non avevo mai vissuto questa esperienza. Devo dire non è stato semplice, soprattutto quando anche a gennaio non si sono create nuove occasioni. Ero piuttosto delusa e triste perché non accettavo di smettere di calcare il taraflex così, senza quell’ultima stagione.

Ed ecco che quando meno me lo aspetto arriva la più bella notizia… di quelle che non hanno eguali. Diventerò mamma. E tutto di colpo cambia, la visione delle cose, della vita, della pallavolo stessa. Finalmente capisco che è giunto il momento di appendere le famose scarpette, o le ginocchiere, insomma… è arrivato quel momento, quello dei saluti.

Credo sia giusto così, in fondo ho giocato per tanti anni e ho avuto una splendida carriera. Ho avuto la fortuna di giocare a pallavolo con grandissime giocatrici, di avere grandi allenatori e grandi società alle spalle. Ho vestito la mia amata maglia azzurra per 548 volte. Ho vinto tanto, non tutto quello che volevo, ma abbastanza per essere serena e chiudere con grande soddisfazione e nessun rimpianto. Come ultimo importante segnale arriva anche l’entrata nella Hall of Fame della pallavolo italiana, dove ben pochi giocatori riescono ad entrare. Mi è sembrato davvero venuto a pennello, per chiudere con un sigillo speciale ed unico questa bellissima carriera. E così ora potrò iniziare una nuova avventura, credo la più bella della vita. Ma ci tenevo a scrivere qualcosa, perchè mi sembrava di essere rimasta “sospesa”, non in campo ma neppure fuori. Anche se in quel campo ci sarei rimasta per sempre. E ci tenevo a salutare tutti coloro che mi hanno sempre seguita, supportata, amata.


Vorrei ringraziare gli allenatori, gli staff e le società che mi hanno accolta, permettendomi di allenarmi ogni giorno ad altissimo livello. La Nazionale italiana, la cui maglia porterò sempre nel cuore. Tutte le compagne con le quali ho avuto la fortuna di giocare, gioire e soffrire per molti anni. Gli amici giornalisti e tutti gli addetti ai lavori.


Tutti i tifosi e gli amanti di questo bellissimo sport, sperando di non aver dimenticato nessuno. E infine la mia famiglia, che nei ringraziamenti sta al primo posto, per il loro supporto discreto ma costante, perchè senza di loro non avrei iniziato e tantomeno proseguito. Mi mancherà tantissimo la pallavolo giocata e tutto il mondo in cui ho vissuto per così tanti anni. Ma questo era un arrivederci, perchè chissà cosa può riservare il futuro, magari la pallavolo o lo sport, ma in altri ruoli.


Per il momento mi concentro sulla mia panciotta in crescita, con tutte le emozioni e la gioia di questo momento. Ciao a tutti e… arrivederci!»
Leo

Tratto da “V come Volley” su La Gazzetta dello Sport.

Leo Lo Bianco volley