«I campionati sono fermi, la squadre si sciolgono, i ragazzini cambiano sport». Un vero terremoto sta colpendo la pallavolo a Napoli.

Il motivo? La chiusura delle palestrine delle scuole. Sì proprio quelle semibuie, col quadro svedese, le spalliere e i canestri in legno. Quelle in cui tutti noi abbiamo mosso i primi passi nel mondo del volley.


La chiusura

Piccole e grandi società erano pronte a partire con una nuova stagione sportiva. L’entusiasmo era alto, perché il successo dei Mondiali maschili e femminili stava portando tanti iscritti, soprattutto nelle giovanili.

Poi è arrivata la notizia, che un po’ era nell’aria. Gli enti pubblici hanno di fatto estromesso le società sportive dalle palestre delle scuole, che rimarranno chiuse al pomeriggio. Niente partite, niente allenamenti.

Questo perché, tecnicamente, le palestrine sono state considerate “non agibili”. Necessitano di lavori per essere adeguate alle normative anti incendio. Non è però chiaro a chi spetti compiere questi investimenti. Alle società? Al Comune? Alla città metropolitana?


Le testimonianze

La conseguenza della chiusura delle palestre è stata immediata. «Molti genitori hanno già portato ragazzini e ragazzine a provare altri sport – racconta Massimiliano Menditti, del Volley World Napoli -. I più appassionati sono rimasti, ma non si possono allenare. Tiriamo avanti solo grazie alla solidarietà di altre società, che ci ospitano per amichevoli». Sono le giovanili a soffrire di più in questa situazione, ma anche le prime squadre sono sfiduciate e tentate di alzare bandiera bianca.

«Le strutture scolastiche della provincia – spiega Mario Nappi, del Pianura Volley – ci chiedono una deroga assurda che si basa sulla totale assunzione di responsabilità delle associazioni per quanto riguarda agibilità e sicurezza».

La Fipav regionale ha risposto con uno sciopero: la sospensione delle prime due giornate di tutti i campionati di serie C e serie D. «Diciamo basta alla burocrazia asfissiante – ha detto Ernesto Boccia, presidente della Fipav Campania – diciamo basta alla miopia delle istituzioni, a chi ogni giorno prova a fermare lo sport che invece dovrebbe essere aiutato in ogni modo e tempo. La legge 151/11 se avesse avuto una corretta gestione e programmazione negli interventi in 7 anni avrebbe avuto una giusta applicazione senza incidere sulle attività. Cosa non avvenuta e che ora ha portato a questa serrata».


La petizione

Il minimo che possiamo fare, come Problemi di Volley, è portare questa situazione a conoscenza di più persone possibile. Una situazione che oggi coinvolge Napoli, ma un domani potrebbe travolgere anche altre zone d’Italia. Forse già lo sta facendo.

Serve mettere a norma tutte le palestre, per il bene di tutti, ma serve farlo in modo graduale, senza bloccare un intero movimento.

Speriamo che le istituzioni abbiano voglia di sedersi a un tavolo e confrontarsi con le società sportive del territorio. Per invogliarle a farlo, invitiamo a firmare la petizione lanciata sul portale change.org.

Palestrine Napoli

La palestrina di una scuola